Il grembo materno - The mother's lap.
Giorno 3. Bello questo testo, vero? Quello nel post precedente. Intimo, come pochi che abbia mai letto. Mamma mia, come ero sconsolato da ragazzino. Quello che vivevo era profondo, erano veri e propri incubi quelli che passavo in famiglia. Sì, hai capito bene. In famiglia. Che, in casi come il mio, è l'ultimo posto in cui tu possa sperare di rifugiarti. La mia non era un rifugio. Era dolore, sofferenza, drammi sconvolgenti, campo di battaglia. No, non sto esagerando. Noto che, quando scrivo, mi ritrovo spesso a tornare a quei momenti. Forse, perché mi hanno segnato così tanto, e in un momento davvero formativo per la psiche di chiunque. Comunque, riprendendo a narrare, ho quest'immagine di me in quella cameretta, in quell'inverno buio, che ascoltavo questa canzone. Intorno a me solo l'armadione a quattro ante, la tastiera che era a metà tra un giocattolo e una tastiera vera, la chitarra elettrica e quell'amplificatore scrauso. Poi c'erano il mio pc che andava a ...